La riedizione contemporanea dell’orologio a cucù

Home » Consigli d'arredo, Evidenza, Tendenze » La riedizione contemporanea dell’orologio a cucù | 12 maggio 15

La riedizione contemporanea dell’orologio a cucù

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Chi di noi non ha mai costretto la propria nonna a spostare le lancette dell’orologio a cucù per costringere l’uccellino a fare capolino?! Il pendolo con cucù scandisce il tempo e arreda le nostre case da ormai tre secoli e nell’immaginario comune è quell’oggetto un po’ antiquato tipico dei soggiorni più tradizionali. Ma questo non è del tutto vero.

L’idea è nata in Germania, nella Foresta Nera: allo scoccare di ogni ora un simpatico uccellino sbuca da una porticina, emettendo il caratteristico suono del cuculo. Il complesso sistema sonoro ad aria e due piccoli flauti è lo stesso dal 1738, ma l’orologio a cucù si è evoluto grazie alla fantasia di molti designer che si sono divertiti a reinventarlo.
L’aspetto originale del cucù è quello di una baita alpina, in legno intagliato, con motivi naturalistici che richiamano la foresta oppure figure umane con costumi tradizionali.
Quest’immagine dell’orologio a pendolo “della nonna” è stata superata e trasformata dal design moderno.

La riedizione contemporanea del cucù si gioca non solo sull’interpretazione della forma della casetta in legno, ma sul vero e proprio significato iconografico dell’uccellino, che diventa l’indiscusso protagonista.
Si hanno così orologi che riducono in chiave minimalista l’immagine della baita bavarese, che diventa una sagoma monocromatica, senza fronzoli, in cui l’uccellino è la figura di spicco.
In altri esempi viene meno anche il richiamo alla casa, e l’orologio diventa un prisma purissimo, con “slogan” e frasi che danno voce al cuculo.
La forma e i colori dell’orologio a cucù diventano un gioco, sdrammatizzandone il gusto tradizionale e rendendolo un oggetto di design, capace di impreziosire anche gli ambienti più moderni.

Diamantini & Domeniconi

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