Le materie plastiche per l’arredo da esterno

Home » Consigli d'arredo, Evidenza » Le materie plastiche per l’arredo da esterno | 02 aprile 15

Le materie plastiche per l’arredo da esterno

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Con l’arrivo della bella stagione, la nostra attenzione si rivolge all’esterno delle mura domestiche. Dal terrazzino che affaccia su una stretta strada cittadina al gazebo di un giardino suburbano, ogni spazio all’aperto richiede il suo specifico elemento d’arredo, da scegliere consapevolmente, in base al suo uso, alla sua collocazione e alle caratteristiche fisiche del materiale.

Al primo posto tra i materiali più utilizzati per l’arredo per esterno c’è la “plastica”. Questo termine piuttosto generico comprende numerosi diversi materiali dotati di caratteristiche molto importanti quali l’elevata resistenza, la durevolezza, l’assenza di manutenzione e la facilità della pulizia. Questo materiale può essere prodotto in una varietà praticamente infinita di forme e colori.
Queste caratteristiche ne fanno un elemento ampiamente utilizzato nella produzione dedicata all’esterno e al giardino; gli arredi in plastica possono rimanere esposti al sole e alle intemperie senza subire compromissioni. Solo alcune tonalità molto scure, con il tempo, tendono a sbiadire leggermente; è quindi necessario considerare un loro utilizzo in un luogo più riparato.

 

 

 

 

 

 

 

 

Le principali materie plastiche impiegate nell’arredamento sono:
• Polietilene: materiale più diffuso in assoluto, è resistente ai raggi UV e agli agenti atmosferici e chimici (come le nebbie saline), il che lo rende perfetto per quegli oggetti che devono subire un’esposizione continua all’esterno. Ha un’ottima resistenza agli urti, anche alle basse temperature, ed è estremamente leggero. Grazie alla tecnica dello stampaggio rotazionale, il polietilene viene utilizzato per ottenere oggetti monolitici, vuoti all’interno e di grandi dimensioni.

• Polipropilene: molto simile al polietilene ma più resistente alle alte temperature, leggermente più rigido e particolarmente solido e robusto. E’ un materiale atossico e antigraffio. Come il polietilene può essere colorato direttamente nella miscela iniziale, così da ottenere colori pieni e omogenei.

• Policarbonato: è un materiale caratterizzato dalla elevata trasparenza e resistenza alla temperatura, agli urti e alla frattura; è infrangibile. Viene utilizzato a simulazione del vetro e può assumere le più diverse colorazioni sia trasparenti che opache, anche con finitura lucida. Rispetto ai due materiali precedenti ha una minore resistenza ai graffi e all’abrasione.

Il materiale plastico viene anche utilizzato per ottenere materiali che imitano quelli naturali, ma con caratteristiche fisiche decisamente migliori. Ad esempio la plastica viene lavorata in filamenti che poi vengono intrecciati, creando un rivestimento molto resistente ai raggi UV, al cloro, alla salsedine ed alla muffa. I più diffusi sono sono:
• il textilene, un tessuto di poliestere ricoperto da PVC, sottile e leggero, in grado di resistere agli sforzi e agli strappi;

• la fibra sintetica intrecciata, o simil rattan, ottenuta con filamenti più spessi, intrecciati, che creano un rivestimento compatto e resistente.

La maggior parte di questi materiali e dei loro derivati sono riciclabili e riutilizzabili. Gli oggetti in plastica possono essere sminuzzati e ridotti in polvere, che viene utilizzata per ottenere nuova plastica, e quindi nuovi oggetti.

Manutenzione
I materiali plastici non hanno bisogno di trattamenti specifici. Per quanto riguarda la pulizia, è sufficiente utilizzare dell’acqua e del sapone neutro. Non usare solventi o detergenti a base di solventi (evitare l’acetone). Eventualmente lasciare agire il detergente alcuni minuti. Sciacquare abbondantemente con acqua a temperatura non superiore a 30°C.
Per quanto riguarda i tessuti sintetici, va evitato il contatto prolungato con sostanze grasse o coloranti che potrebbero venire assorbite dal materiale di rivestimento e dare luogo a macchie.

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